
partenza: Malles Venosta.
arrivo: Merano.
distanza: 65 chilometri.
profilo altimetrico: Discesa lieve e regolare fino a Tel Ponte, si superare il gradino vallivo poi, di nuovo in discesa fino a Merano.
condizioni del percorso: Ciclabile su asfalto con alcuni tratti sterrati.
segnaletica: Cartelli bruni con logo bianco della bicicletta e indicazione per Merano.
paesaggio: Quasi sempre tra sterminati meleti, dopo Tel è un continuum con l’agglomerato meranese.
il momento migliore: Da Aprile fino alle prime nevicate.
sicurezza: Quasi completamente su sede propria ad eccezione del tratto Malles-Glorenza.
Itinerario:
Il Nostro percorso questa volta inizia “in comunione” con quei ciclisti che approfittando della rinnovata ferrovia dalle civettuole stazioncine amorosamente restaurate con i loro intagli in legno dai colori vivaci, salgono fino a Malles, per ridiscendere in bicicletta la valle ammirandone le sue bellezze.
Prima di iniziare il Nostro percorso non possiamo fare a meno di fare un giro per il paese, ricco di architetture medievali, con la gotica parrocchiale e la mole cilindrica del perduto Castello.
Qui dalla stazione scendiamo a Glorenza con le sue vie acciottolate, dove è impossibile non respirare l’atmosfera del medioevo alpino; mura, torri e camminamenti, case ornate di graffiti, fienili, stalle la contraddistinguono.
Il percorso attraversa questo borgo fino alla porta di Tubre da dove inizia la vera ciclopista correndo verso sud-est lungo l’Adige ancora ruscelletto ma già “regimato” per prevenire rovinose piene e, pedalando seguendo la corrente tra prati a pascolo e boschi di salici e betulle, in prossimità di Spondinga il percorso gira intorno ai laghetti per puntare a sud- ovest verso Prato allo Stelvio.
Ci sembra di “navigare” tra meleti geometrici che ricoprono il fondo-valle fino ai primi pendii avvolti da boschi di conifere e latifoglie, con la vista del rosso campanile di Cengles (borgo appollaiato su un risalto roccioso) che ci fa da bussola nel guado di questa verde distesa.
Ritroviamo l’Adige poco prima di Lasa, villaggio famoso fino dall’antichità per le sue cave di candido marmo.
In facile discesa tra boschi, ci troviamo a Silandro dal suo alto (96 m) campanile col tetto inclinato.
La ciclabile ora si “lancia” in un ampio giro tra meleti e giunti a Laces, ritroviamo il fiume e la ferrovia che ci faranno compagnia fino all’arrivo.
Verso Castelbello la valle si stringe ad imbuto compattando in poche decine di metri la statale, la ciclabile, il fiume e la ferrovia.
Eccoci ora nel largo fondovalle che l’Adige taglia come un nastro liquido disegnato con il righello; siamo in prossimità di Naturno, tra poco saremo nell’agglomerato produttivo meranese dove incombono gli immensi magazzini dei consorzi frutticoli venostani, A Tel Ponte, per l’unica volta si incrocia la statale 38, all’ombra delle chiuse dell’Adige, sull’orlo del gradino vallivo dove con una breve deviazione, raggiungiamo Parcines con il suo curiosissimo Museo delle Macchine da scrivere.
Non ci resta ormai che la discesa verso Merano ma prima di immergerci nelle sue eleganze, la ciclopista ci regala l’ultimo squarcio bucolico attraversando Lagundo con le sue vigne ed i suoi rigogliosi meleti.
Eccoci quindi a Merano, città amata anche da Sissi; qui una capillare rete di piste ciclabili fanno della città un piccolo paradiso per gli amanti della pedalata.
Visiteremo ora questa incantevole città in attesa di decidere quale di queste fantastiche piste solcare.

