
partenza: Orbetello.
arrivo: Orbetello.
distanza: Circa 19 chilometri.
profilo altimetrico: Percorso totalmente pianeggiante.
condizioni del percorso: Oltre la metà asfaltato,con 6 chilometri di sterrato nella Riserva naturale Duna di Feniglia.
segnaletica: Cartelli stradali a segnalare l’inizio della ciclabile.
paesaggio: Ambiente lagunare e litoraneo tipicamente maremmano con sullo sfondo il monte Argentario.
il momento migliore: Tutto l’anno.
sicurezza: Oltre la metà su sede propria con alcuni tratti promiscui; attenzione nell’ attraversamento dell’ex statale ad Orbetello scalo.
Itinerario:
Orbetello (antica città Etrusco-romana), ci ospita per la partenza della nostra ciclabile, mostrandoci lunghi tratti di cinta muraria etrusca in opera poligonale.
Costeggiamo la laguna di Ponente in direzione di Porto Santo Stefano da dove sulla destra si specchia e sembra galleggiare sull’acqua l’antico molino Spagnolo;
sbiancato dal sole e dalla salsedine, è l’ultimo superstite di una colonia di nove mulini a vento costruito dai senesi.
Pedalando sulla diga si ha la fantastica sensazione di essere sospesi tra terra e mare fino a raggiungere la località di Terrarossa per attraversare l’ex statale e riprendere la nostra ciclabile che ora corre tra la laguna di Levante e il monte Argentario in direzione di Porto Ercole, offrendo la vista di una Orbetello circondata dall’acqua.
Seguiamo ora la pista per Feniglia, un’indicazione incontrata sulla sinistra ci vorrebbe far sostare su una bella spiaggia libera, ma assorti dalla “nostra missione”, ci inoltriamo in una stradina che ci porta all’ingresso della Riserva naturale Duna di Feniglia, ospitante una delle più belle pinete litoranee maremmane, composta prevalentemente da pini domestici, con un denso sottobosco di macchia mediterranea profumata in primavera per la fioritura del rosmarino e colorata dai fiori dell’orchidea selvatica.
Superato il cancello, prendiamo sulla destra una pittoresca carrareccia che attraversa tutta la foresta al centro del tombolo da dove a sinistra partono i sentieri ornitologici conducenti ai bordi della laguna di Levante, dove si possono osservare da vicino i movimenti dei numerosi animali che vi dimorano.
Sul versante opposto altri sentieri permettono di raggiungere il mare aperto colpiti dalla vista della spiaggia libera dall’ambiente integro, popolato da piante pioniere amanti della sabbia e dell’acqua cristallina.
Usciamo dalla riserva e superando il ponte sul canale che collega la laguna al mare, con una breve deviazione in salita, raggiungiamo il centro di Ansedonia con il suo museo archeologico e le rovine dell’insediamento romano di Cosa poste sul promontorio che ci permettono di osservare l’emozionante scorcio di Orbetello, dell’Argentario e del mare che all’orizzonte pare coccolare la bella isola di Giannutri.
Ora, ritornando oltre il ponte, superiamo un’impianto di allevamento ittico e prima dell’angusto sottopasso della ferrovia, riprendiamo attraverso un passaggio laterale in fianco ad un cancello, la nostra stradina entrando nel “regno della Laguna” dove nella loro assoluta discrezione vivono aironi, cormorani, gabbiani ed il raro cavaliere d’Italia.
In queste acque salmastre ospitanti spigole, orate, anguille, muggini si specchia il monte Argentario, massiccio calcareo ricoperto di boschi che culmina nei 635 metri della punta Telegrafo.
Pedalando in totale tranquillità, superando un cancello che come il precedente segna la fine del tratto esclusivamente ciclabile, giungiamo tra uliveti delimitati da muretti a secco e campi coltivati al termine della stradina nota come via di Camerette.
Arrivati all’incrocio con la ex statale, prendiamo il cavalcavia seguendo le indicazioni per Orbetello dove una rotonda ci rimette sulla pista ciclabile che nostro malgrado, ci riporta al luogo di partenza.

