Biciclettando week-end da Stellata di Bondeno a Gorino Ferrarese (Emilia Romagna) / PART 2
partenza: Stellata di Bondeno (c/o Rocca Possente).
arrivo: Gorino Ferrarese.
distanza: 125 chilometri.
profilo altimetrico: Completamente pianeggiante.
condizioni del percorso: Asfaltato, con tratti ombreggiati e tratti con traffico promiscuo.
il momento migliore: Tutto l’anno.
sicurezza: Prestare attenzione nei tratti trafficati.
Itinerario – PRIMA PARTE.
Percorso di una certa lunghezza quello che ci apprestiamo a percorrere, adatto ai “bikeristi veri” ma anche -frazionandolo in due tappe- a coloro che vogliono soprattutto godersi il paesaggio. “Destra Po” è il nome di questo importante tronco della Ciclovia Mediterranea inclusa nel progetto EuroVelo.
Partiamo dalla Rocca Possente di Stellata, elegante fortilizio nella golena del Po, sul confine Mantovano/Ferrarese e raggiungiamo la chiusa delle Pilastresi, quindi la strada arginale verso sud (argine Panaro), ultimo affluente di destra, con la foce in Po marcata da una vasta isola fluviale (isola Tontola) oasi di protezione faunistica.
Procediamo fino a raggiungere la popolosa Bondeno che ci accoglie mostrandoci fiera la sua torre campanaria della chiesa della Natività di Maria.
Risaliamo ora la sponda destra del Panaro ed a poca distanza dalla stessa si erge la settecentesca chiesa di San Giovanni;
la strada diventa pienamente ciclabile fino a Pontelagoscuro, mostrandoci nel frattempo la confluenza in Po dell’imponente Cavo Napoleonico collegato al Reno, il bosco di Porporana, la chiesa parrocchiale di Ravalle dalle imponenti proporzioni, il campanile di Occhiobello ed infine la biconca del canale Boicelli, scavato agli inizi del ‘900 per collegare Ferrara, il Po Grande ed il Po di Volano.
Superata la ferrovia di Pontelagoscuro, riprendiamo l’argine del Po fino all’Isola Bianca (oasi L.I.P.U. attrezzata per visite didattiche), raggiungiamo l’abitato di Francolino con la chiesa di San Marco Evangelista, indi ci attende Fossadalbero per mostrarci la sua ex delizia estense risalente al ‘400. Riprendiamo la “Destra Po” entro alti argini senza golene, ed in vista di un ponte di recente costruzione, abbandoniamo gli argini per Ro Ferrarese con l’ennesima bella chiesa di San Giacomo Maggiore.
Nei paraggi troviamo anche la seicentesca villa Saracco Riminaldi e la settecentesca Beicamina, entrambe cinte da un ricco parco di alberi secolari.
In questo tratto il fiume scorre a ridosso dell’argine;
notiamo sulla sponda veneta ampie distese sabbiose che lasciano poi spazio ad una folta vegetazione.
Intravediamo le case di Guarda Ferrarese con la sua chiesa dalla facciata rivolta al fiume, e la golena di Cologna che ospita ancora alcune case dette “dei golenanti”, in passato abitate da braccianti.
Raggiungiamo ora il pittoresco abitato di Berra, letteralmente appoggiato al Po; superato l’abitato, ecco l’attracco del traghetto che collega le due sponde, poi il Sifone di Berra, caratteristico manufatto idraulico che prelevando l’acqua dal Po, dà origine ad un ampio e profondo bacino ricco di pesci.
Il percorso ora conduce a Serravalle, dove il Po biforcandosi, da origine al territorio deltizio;
a destra il ramo del Po di Goro (confine regionale), a sinistra prosegue nel corso principale.
Siamo a circa 80 chilometri dalla partenza (fatti senza fatica), l’area golenale denominata “Porta del Delta” è molto suggestiva.

