partenza: Oasi WWF di Pignola.
arrivo: Oasi WWF di Pignola.
distanza: 6 chilometri.
profilo altimetrico: Ad una quota di m.770, il percorso è completamente pianeggiante.
condizioni del percorso: Strada asfaltata.
segnaletica: Presente su tutto il percorso.
il momento migliore: Tutto l’anno fino a che non c’è neve; da raccomandare al mattino presto ed al tramonto.
sicurezza: Interamente ciclabile, con piccoli tratti promiscui.
Itinerario
Per la Nostra pedalata (questa volta adatta proprio a tutti), abbiamo scelto un ameno laghetto della Lucania a pochi chilometri da Potenza: il lago Pantano di Pignola.
Bonificata una zona paludosa nell’alta valle del fiume Basento, una diga ha dato luogo a questo invaso artificiale, dove in quella parte che separa i prati dall’acqua vi è la crescita di pioppi, ontani, salici e fitti canneti che si addentrano nel lago.
Moltissime specie di uccelli abitano questi posti tra cui moriglioni, mestoloni, fischioni, codoni, folaghe; non mancano falchi di palude, poiana, nibbio e addirittura in certi momenti dell’anno, questo lago è anche frequentato da eleganti trampolieri come l’airone cenerino e l’airone bianco maggiore.
Partiamo dal punto ideale che è il bordo meridionale del lago dove sorge l’Oasi naturalistica del WWF di Pignola. In senso orario procediamo verso nord sulla pista che è una tranquilla stradina chiusa al traffico e persino illuminata;
procediamo a circa 200 metri dalla riva costeggiando i sopracitati prati e canneti. Il paesaggio è collinare, dominato a sud da una zona montuosa culminante nei monti Pierfaone e Volturino e dopo circa 1 chilometro, il tracciato corre parallelo alla carrozzabile protetto da un muretto in cemento.
Costeggiamo la riva settentrionale fino ad arrivare ad un ponticello in legno a valle dalla diga; prendiamo a destra e procediamo verso sud lungo la riva orientale del lago a poca distanza dall’acqua.
Raggiungiamo ora un incrocio dal quale si diparte la ciclabile diretta al paese di Pignola, noi continuiamo il giro del lago a destra ed in breve raggiungiamo l’Oasi lasciata alla partenza.
Questa istituita nel 1984, attualmente è gestita dal WWF e merita sicuramente una visita; dotata di aule e strumenti didattici, di orto botanico annoverante moltissime specie dell’Appennino meridionale, ha persino un centro recupero per animali selvatici e una foresteria. Insomma siamo felici di aver cercato e trovato un posto dove è possibile pedalare assolutamente senza affanno, dove proprio tutti possono farcela, rimanendo a contatto con la natura ed al riparo dai rumori e dai pericoli della strada.

